SAB 23 GEN VALENTINA DAL MAS / MARIANNA MIOZZO

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ARKAR
idea, danza e coreografia di Valentina Dal Mas
ARKAR s’interroga sulla possibilità di dare vita ad una composizione armonica di movimento. Con la sezione aurea è stato individuato il canone di simmetria, di equilibrate proporzioni, di armonia, che regola l’universo. Il corpo umano, però, nelle sue forme consonanti e dissonanti, parte da una condizione d’imperfezione che può generare errori, inciampi, fallimenti. Da qui la ricerca di un percorso che ci permetta di applicare la proporzione divina al movimento. Si riparte da zero. Il niente. Poi un punto, più punti, molti punti che aggregandosi danno origine alla linea. La linea e le sue infinite forme di manifestazione che non attendono altro che essere trasformate in atto. Dall’assemblarsi dei punti e delle linee prende vita la superficie. Essa accoglie in luoghi e con tempi diversi “gli elementi giusti, nel giusto ordine” (Kandinskij). Creare, disporre, sdrucciolare, comporre. Essere -forse- tra ordine e caos ARKAR, un armonico corpo.

VALENTINA DAL MAS Dal 2006 al 2008 segue la formazione professionale sotto la guida di Ornella Pegoraro, Barbara Canal e Francesca Foscarini presso il Centro Formazione Danza di Schio(VI). Nell’aprile 2008 consegue l’E.A.T (Examen d’aptitude technique)  per la danza contemporanea a Marsiglia. Studia a Parigi principalmente con Dominique Uber, Lola Keraly, Serge Ricci, Rosalind Crisp, Susan Buirge, Martin Kravitz, Nina Dipla, Carolyn Carlson. In Italia segue seminari condotti da Simona Bucci, Michela Lucenti, Abbondanza/Bertoni, Cristiana Morganti, Carlo Massari, Anne-Marie Porras, Marigia Maggipinto, Erna Omarsdottir.



LITOST-THE OTHERNESS
idea, danza e coreografia di Marianna Miozzo | testo e drammaturgia di Gabriele Dalla Barba | composizione sonora di Meike Clarelli |disegno luci di Nicolò Fornasari
Nel percorso concettuale dell’autrice il muro è ciò che esprime la metafora dello scarto, della distanza esistente tra due esseri umani, due popoli, tra il corpo e la parola, l’immagine e la materia. La performer danza lungo il confine che vi è tra corpo e linguaggio, lasciando emergere la schisi presente tra il movimento corporeo soggettivo e l’universo dei significati linguistici. Il movimento escogita una fuga da un discorso surreale in cui risalta il profilo di un’umanità dedita alla costruzione di muri come opera principale della civiltà. Ne emerge un oggetto muro perturbante, caricato delle angosce e delle frenesie di una intera società, con il quale la partitura coreografica tesse un legame, ma allo stesso tempo, forse è alla ricerca di una evasione verso una dimensione altra.

 

MARIANNA MIOZZO Danzatrice e coreografa, diplomata c/o il Real Conservatorio Professional de Danza Mariemma di Madrid, ha lavorato con la compagnia La Cabra (Spagna-Argentina) con la compangia Nada Que Ver (Spagna) e ha collaborato con La Pochanostra (Mexico), Tandava Danza (Spagna), Why Dance Company (Italia) e Sharon Fridman, Pedro Berdayes e Jose Reches. Ha presentato i suoi lavori in diversi festival in Italia e all’estero come 78Giri, Fogli di Uno Stesso Libro e LITOST-the otherness e, come coautrice,“Again.” Dal 2011 è ideatrice e direttrice artistica di Dancewoods Festival: festival internazionale di danza in un contesto rurale a Modena.


 

 

 

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